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Società

Musicisti per studio, band per amicizia

In campo gli “iSCRM”, giovane band di Legnano composta da cinque elementi, classe ‘98/’99, insieme da quando erano ragazzini

Gloria Gualandi

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Sono tutti ragazzi portano avanti gli studi e le rispettive carriere in diversi ambiti, parallelamente al progetto band. Ognuno, con il suo background culturale e musicale, porta i propri valori in fase di scrittura dei brani partecipando attivamente alla composizione.

Parliamo degli iSCRM (si legge I Scream) sono una band di Legnano composta da cinque musicisti, classe ‘98/’99 che si conoscono sin da quando erano ragazzini. Hanno all’attivo diversi singoli sia in italiano che inglese, e sono in fase di scrittura dei prossimi, con un sound sempre più improntato sull’Alternative Pop/Rock in italiano.
“Vecchia Vita” è il terzo singolo, una canzone che come raccontano loro parla di “un desiderio di libertà, della voglia di affrontare le proprie paure ed i problemi che la vita ci pone. Durante i concerti degli iSCRM si riesce davvero a percepire la loro coinvolgente voglia di divertisti; hanno deciso di darne un assaggio con una serie di video live, dal titolo “Live in an Empty Club”.

Alla base della loro produzione artistica sta la creatività, si sono infatti impegnati in progetti anche al di là della sola espressione musicale, realizzando una miniWeb Series autoprodotta, “ME & EM”, di cui fanno parte i loro primi due videoclip, “Part of You” e “Joanne”.
Un grande spirito di amicizia lega questi ragazzi, che hanno tutte le intenzioni di proseguire questo percorso assieme: Sergio Cerina, voce, studia al Politecnico di Milano nella facoltà di Ingegneria Ambientale. Da adolescente, oltre ad aver frequentato alcuni corsi di approfondimento sul teatro, si è avvicinato al mondo del canto e della musica. Ha un forte orecchio musicale e una voce grintosa, canta da quando aveva circa 12 anni. Riccardo Grillo, chitarra, è diplomato come chitarrista alla N.A.M. di Milano e iscritto al Conservatorio di Milano, studia da quasi 10 anni e insegna chitarra e teoria musicale a giovani allievi. Ha un sound originale e distintivo, caratterizzato da un gusto creativo “poco chitarristico”, ma singolare ed efficace.

Federico Cataleta, basso, sona il basso da circa 7 anni come autodidatta. Si occupa anche dell’arrangiamento elettronico e dell’effettistica dei brani, oltre che della produzione di tutto il materiale video/grafico della band, mentre Simone Leoni, batteria, studia percussioni classiche alla Civica di Musica di Milano, segue lezioni di batteria con Alfredo Golino e insegna a vari allievi.

Jacopo Martignoni, tastiere e pianoforte, ha invece un percorso di studi molto affine a quello di Simone, infatti condividono molte passioni e si divertono a suonare molteplici strumenti musicali. Anche lui frequenta la Civica di Musica nel corso di percussioni classiche e studia batteria con Alfredo Golino. Si dedica al pianoforte, al sintetizzatore e all’arrangiamento di parti orchestrali in collaborazione con Simone, condividendone la passione per il mondo della musica classica.

Gloria Gualandi opera nell’area della Lombardia come consulente di stile e personal stylist, segue professionalmente il settore moda alla ricerca delle nuove linee di tendenza. Ma ama occuparsi e scrivere in generale di tutto quello che riguarda eventi d’arte, cinema spettacolo e appunto moda, impegnandosi quindi nell’area del Brand Journalism.

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Attualità

Il Rotary “investe” sui giovani aretini

Consegnate ad Arezzo le borse di studio a tre studenti diplomati con il massimo dei voti

Paolo Castiglia

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Una vera e propria serata evento, intitolata “La parola ai Giovani”, quella, partecipatissima da soci e ospiti, organizzata ieri sera dal Rotary Club Arezzo presso l’hotel Minerva. “Abbiamo deciso di dedicare questo nostro incontro alle nuove generazioni – ha spiegato il presidente del Rotary Club Arezzo, Giovanni Linoli – ai giovani del Rotaract ed ai giovanissimi del Club Interact di Arezzo, che in questa occasione hanno avuto modo di comunicare le loro esperienze ed illustrare i loro progetti”.

Poi, spiega ancora Linoli, “alla presenza di Lorenzo Pierazzi, socio del Club a cui è stato recentemente conferito l’incarico di Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Arezzo, e dei Dirigenti scolastici dei tre plessi aretini, sono state consegnate le borse di Studio ai migliori diplomati nell’anno scolastico 2023 – 2024 presso il Liceo Classico Francesco Petrarca, il Liceo Scientifico Linguistico Francesco Redi e l’ITIS Galileo Galilei”.

Tutto ciò è stato possibile grazie al lavoro dei membri della Commissione Cultura: il presidente prof. Claudio Santori, che ha lavorato insieme ai soci Massimo Gallorini, Lorenzo Pierazzi e al presidente Linoli per stilare le graduatorie di merito e individuare i vincitori delle borse di studio. Per lettera poi, ha raccontato la sua esperienza lo studente aretino che non ha potuto essere presente ma che – grazie ad una borsa di studio bandita congiuntamente dal Rotary Club Arezzo e dal Rotary Arezzo Est nella scorsa annata rotariana – ha avuto la possibilità di uno stage presso l’Istituto diretto dal Professor Saverio Braccini, concittadino e Socio onorario del nostro Club, Professore di Fisica Sperimentale all’Università di Berna.

Era presente alla serata, ed è intervenuto con parole di ringraziamento, il padre passionista Priscus Masawe, direttore dell’ospedale di Itololo del distretto di Kondoa in Tanzania. Come ha spiegato il dott. Franco Lelli, socio rotariano che ha seguito tutta la vicenda di persona: “l’Ospedale è stato costruito insieme agli ‘amici di Padre Riccardo’ di Palazzolo sull’Oglio con il contributo importante anche dall’associazione Pole Pole di Arezzo. Il nostro Rotary club Arezzo ha dato un contributo importante per la realizzazione dell’ambulatorio odontostomatologico e le attrezzature per l’ambulatorio sono state donate dal socio rotariano Giovanni Ridi in memoria del padre dentista”.

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Società

Creta: tra mare, storia e sapori millenari

Mare magnifico, e taverne dove rilassarsi e godere cibo mediterraneo di rara genuinità. E poi la Storia con la S maiuscola.

Gloria Gualandi

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Mare magnifico, e taverne dove rilassarsi e godere cibo mediterraneo di rara genuinità. E poi la Storia con la S maiuscola. Parliamo di Creta , isola mitologica che si trova a circa 95 km dalla Grecia continentale, tra il Mar Egeo, di cui è il punto più meridionale e il Mar Mediterraneo.

Creta è l’isola maggiore e più popolosa della Grecia e la quinta per estensione tra quelle del Mediterraneo, dopo Sicilia, Sardegna, Cipro e la Corsica. Rispetto al mare, la spiaggia di Elafonissi è diventata celeberrima nell’universo turistico per la caratteristica tonalità che assume la sua sabbia. Sfumature rosa infatti colorano questo luogo magico. Al tramonto la tavolozza di colori si impreziosisce di ulteriori sfumature. in certi scorci poi Creta assomiglia in piccolo al Gran Canyon americano e merita di essere visitata oltre che per le sfumature di colori anche per l’ospitalità dei locali verso i turisti, in particolare italiani.

Poi quasi tutte le taverne di Creta, e in particolare nella regione di Chania, sono meta di buongustai locali o di turisti curiosi: vi si può degustare il boureki, piatto molto tradizionale a base di verdure cotte al forno con strati di zucchine, patate e formaggio di capra, conditi con olio d’oliva ed erbe e avvolti con pasta fillo.

Dakos, invece, è un antipasto preparato mescolando mizithra salato, olio extravergine d’oliva, pomodori e olive disposti sopra una sorta di pane a base di orzo chiamato paximadia. Il Mizithra è un formaggio a pasta molle e leggermente dolce, prodotto con latte di pecora o di capra. Altri antipasti da provare sono i kalitsouniai, involucri di pasta fillo ripieni di morbido formaggio di capra o di pecora e fritti in olio o cotti al forno. In molte taverne vengono serviti come dessert accompagnati da miele.

Nella colazione cretese non manca mai la staka, a base di crema del latte. La crema viene cotta per ore a fuoco lento, finché non diventa densa e cremosa. Viene servita con il pane e spesso viene proposta come contorno.

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Società

Saldi estivi 2024: sono già arrivati e saranno due mesi di acquisti

Prevale la scelta abbigliamento nel segno della sostenibilità

Gloria Gualandi

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Come da tradizione i saldi estivi 2024 sono iniziati il primo sabato del mese di luglio. Quindi è iniziata ufficialmente la piccola battaglia per le offerte della calza stagione che anticipano le vacanze italiane.

Lo shopping coinvolgerà sicuramente le tendenze moda che abbiamo trattato, moda e beauty, ma i saldi ranno l’occasione per guardarsi attorno e trovare qualcosa che si può utilizzare anche la prossima stagione (magari un blazer firmato o un profumo scontato). Dureranno per circa 60 giorni. Ma cosa comprare ai saldi estivi 2024? Come dichiarato da Confcommercio sui consumi e saldi estivi “oltre il 70% indica tra le preferenze l’abbigliamento, le calzature e gli accessori”, seconda preferenza solo alla ristorazione che rimane al primo posto come investimento estivo proprio in occasione delle vacanze.

Nel mare magnum di proposte, vince il ‘compra ora e indossi sempre’, ovvero l’investimento furbo. Si tratta di un investimento sicuro: un refresh del tuo personale capsule wardrobe o la sua creazione proprio in occasione dei saldi estivi. Si tratta di capi e accessori basici, su sui puoi costruire numerosi abbinamenti. Tra i must have moda suggeriamo una camicia maschile un po’ over – bianca è un grande classico, ma a righe può essere una valida opzione -, un paio di jeans con il modello comfort, che ti fa sentire bene, un paio di pantaloni sartoriali e un paio di mules chiuse davanti .

Una perfetta alternativa alle più classiche décolleté. Sempre attenta alla sostenibilità, nonché a ciò che si può comprare ora e indossare per sempre.

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